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Le origini di Civitella del Tronto non sono
precise, anche se in località Ripe di Civitella e
nelle grotte Sant'Angelo e Salomone, sono stati
rinvenuti reperti risalenti al Neolitico e al
Paleolitico superiore.
Civitella
del Tronto si crede sorga sull'antica area della
picena Beregra. Le prime testimonianze storiche
certe la collocano nei secoli X-XI (l'origine
dell'abitato attuale è altomedioevale) come città
incastellata. Già nel secolo XIII il paese
appartenente al Regno di Napoli era cinto da mura
angioine e, per la sua particolare posizione
geografica di confine con lo Stato della Chiesa,ebbe
sempre una grande rilevanza strategica.
Nel 1557 fu posta d'assedio da parte del francese
Duca di Guisa, generale di Enrico II alleati con il
Papa Paolo IV, benché feroce e violento, non riuscì
a espugnare la città, tanto che il Duca, nel maggio
dello stesso anno, tolse l'assedio e si ritirò
presso Ancona. Proprio in questa guerra, tra
Francesi e Spagnoli, Civitella cambiò il suo nome in
Civitella del Tronto, in quanto protagonista della
Guerra del Tronto. La vittoriosa e valorosa
resistenza che il popolo della cittadella riuscì a
riportare venne ben visto nell'intero Regno, tanto
che ai suoi cittadini furono tolti gli oneri fiscali
da pagare al Regno, per quarant'anni, e a spese del
demanio regio furono restaurati gli edifici e la
Fortezza. Per lo stesso episodio nel 1589 fu elevata
al grado di Città e le fu conferito il titolo di
Fidelissima da Filippo II di Spagna.
Venne assediata nuovamente dalle truppe Francesi nel
1798 e nel 1806, quando il forte, difeso dal
maggiore irlandese Matteo Wade sostenne un assedio
di quattro mesi contro le ben più numerose truppe
Napoleoniche, capitolando onorevolmente il 22 maggio
1806.
Nel 1816 in seguito al Congresso di Vienna la città
entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie.
L'esercito di Vittorio Emanuele II di Savoia strinse
d'assedio Civitella il 26 ottobre 1860; e mentre il
Regno di Francesco II finisce il 13 febbraio 1861
con la caduta di Gaeta, e la resa venne suggellata
il 17 marzo con la proclamazione in Parlamento, a
Torino, del Regno d'Italia; Civitella cade il 20
marzo 1861, tre giorni dopo che fu sancita l'Unità
d'Italia. Questo episodio la rende l'ultima
roccaforte borbonica a piegarsi all'invasione
piemontese. In seguito all'acquisizione l'esercito
sabaudo bombardò il forte per spegnere gli ultimi
focolai filoborbonici.
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